Francois Truffaut è probabilmente il cineasta francese più famoso di tutto i tempi, innovatore della scuola della “Novelle Vague”, studioso del cinema, registar acclamata ad ogni festival, prematuramente scomparso nel bel mezzo di una carriera davvero proficua, prolifica e prestigiosa.
Fra l’altro il suo libro-intervista ad Hitchcock è uno dei classici della letteratura cinematografica, da un po’ è una presenza sul mio comodino, in attesa di essere finito.
I 400 colpi è un vero e proprio capolavoro e si conclude con una delle più belle scene finali dell’intera storia del cinema : il ragazzino protagonista che, fuggito dal riformatorio e diretto verso l’ignoto, si lancia in una corsa verso l’agognato mare, sempre sognato e mai visto nella realtà.
Tutta la pellicola scorre via fluida, senza incepparsi mai, e verte proprio su questo ragazzino, incompreso e problematico, e le sue disavventure.
Da un lato l’ordine costituito, la gerarchia, la società “per bene”, composta dal giudice, dal commissario, dal poliziotto, dal preside. Sicuri nella loro autorità, certi della giustezza delle proprie azioni, mai un dubbio o una riflessione sul perchè si sviluppino certi comportamenti.
Dall’altro Antoine, insofferente all’autorità ma di indole fondamentalmente buona, mal sopportato dal patrigno e praticamente odiato dalla madre.
Il tutto descritto con una dolcezza e un garbo infinito, così come la corsa verso il mare…
all’epoca un film “avanti”
Si, davvero… anche quella parte in cui ci sono le domande degli psicologi in cui si vede solo il ragazzino che risponde è davvero innovativa per l’epoca.
Fa impressionare vedere il protagonista così giovane e poi così vecchio nell’ultimo film di Kaurismaki…
uno splendido e toccante film sull’infanzia e adolescenza:non stucchevole,sciocco,smielato.Un adulto che da adulto parla in modo meraviglioso di ragazzi.
Bellissimo anche Gli Anni In Tasca,l’hai visto?
eccola qui la mia recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com/2011/12/natale-va-di-moda-trasmettere.html
Stupendo. Forse il film che ho più amato di Truffaut.
Viga : “Gli anni in tasca” mi manca. In questa settimana sto visionando “Effetto Notte”, di cui voglio scrivere venerdì o sabato. Al cinema ho visto “L’industriale” e ne sono rimasto soddisfatto, devo solo trovare un po’ di tempo per buttare giù qualche riga. Si lavora troppo !
Luca : Bellissimo davvero…
Ricordo che nei primi Anni 80 la RAI mandò in onda un ciclo su Truffaut… e sia questo film che “Jules e Jim” non mi colpirono molto… quindi non ne conservo un buon ricordo. Ma probabilmente ero troppo acerbo per apprezzarli a dovere… ora si meriterebbero una visione più matura…
bè del mio amore per truffaut già sai, per cui è difficile per me aggiungere qualcosa a quello che tu hai già scritto. dico solo che questo film ha, nella sua scena finale, uno dei momenti di cinema più belli di sempre.
Non ho mai visto film di Truffaut, di questo ne ho sentito molto parlare e forse un giorno lo guarderò anche io.
Fra : è un film molto bello, a mio avviso. Del regista ti consiglio anche “Effetto notte”, che ho visto questa settimana, divertente “cronaca” di come si realizza un film !
Monsieur : davvero… quella corsa liberatoria e conoscitiva…
Rear : probabilmente anche a me non sarebbe piaciuto prima, bisogna anche avere fortuna coi film : vederli nel momento giusto !