Claude Chavasse (Maurice Chevalier) è un investigatore privato specializzato in storie di corna ed è alle calcagna di un famoso playboy americano, Frank Flannagan (Gary Cooper). Informando il cornuto di turno si fa sentire dalla figlia Arianna (Audrey Hepburn) che, preoccupata dagli intenti omicidi del marito babbeo, si precipita al Ritz per evitare la tragica sorte al bel miliardario…
Sebbene non sia il miglior film di Billy Wilder, Love in the afternoon (il titolo originale si riferisce all’orario in cui si incontrano i protagonisti) è una commedia romantica che ancora oggi fa struggere il cuore a tante appartenenti al gentil sesso, vuoi per la bella storia d’amore, vuoi per il fascino incredibile che emana Audrey Hepburn : la sua eleganza, la sua bellezza di porcellana, il suo viso così espressivo, dallo sguardo così intenso, fanno sognare le donne di tutte le generazioni, che si identificano e ammirano la splendida attrice inglese e non sono per nulla invidiose di cotanto splendore. Noi maschietti, invece, possiamo solo che rimanere a bocca aperta di fronte a una così splendida visione, ben lontana dai modelli di bellezza che vogliono far apparire le donne come dei canotti, gonfi e modificati in maniera innaturale.
Il film si caratterizza per lo svolgimento sempre ironico e comico, nessuno come Billy Wilder riusciva a scrivere commedie così zeppe di gag sempre garbate e intelligenti. La presenza dei quattro musicisti tzigani che suonano sempre il valzer “Fascino” (che in realtà è un motivetto italiano di Marchetti, Malombra, accusato di portar scalogna. Gli studios comprarono i diritti della melodia e cambiarono il titolo) allieta anche le scene più sdolcinate o drammatiche. Che siano in una sauna rovente o in mezzo a bottiglie di champagne o liquore i quattro musici suonano e suonano e suonano.
Il cast è a dir poco stellare ed è assolutamente all’altezza della sua fama. Pochi registi riuscirono a dirigere un così grande numero di star come Wilder : guardando la sua filmografia non è difficile scoprire il motivo. Unico appunto su Gary Cooper : nell’immaginario collettivo forse non è il migliore interprete del personaggio, con un Cary Grant magari…
Infatti il ruolo interpretato da Gary Cooper era stato appositamente pensato per Cary Grant che Wilder stava inseguendo sin dai tempi di Sabrina. Inseguimento che purtroppo non si sarebbe mai risolto perchè i due non avrebbero mai lavorato insieme. E più che in Sabrina – dove Humphrey Bogart, pur odiando film e proprio ruolo, dà comunque un’interpretazione che rimane, la mancanza di Cary Grant qui si sente, eccome…
Bella recensione, non conosco il film (tanto per cambiare!)…
Davvero, un’occasione parzialmente sprecata questo Arianna… ma la Hepburn è comunque deliziosa !
O perché, allora, non metterci James Stewart? Per me superiore anche a Cary Grant in quanto a fascino e autoironia…
un altro grande mitico attore. Però Cary Grant l’avrei visto meglio in questa specifica parte…
Arianna? mi son detta “cosa mi son persa?” tanto ero lontana da questo film ‘niente di che’ a mio giudizio nel mio non-ricordo. Chapeau per Audrey Hepburn alla quale, pur riconoscendone l’elegante bellezza ,non avrei mai desiderato somigliare. E, permettimi non credo che neppure molti uomini abbiano fatto di lei il loro ideale femmineo. Troppo Fifth Avenue.
Non dimetichiamo che BW diresse negli stessi anni ’50 magistralmente Marilyn Monroe e, a lei sì, si rivolsero i sogni erotici (ma non volgari) maschili di sempre e a lei mi sarebbe piaciuto davvero assomigliare nella sua prorompente bellezza ‘tutta sua’ e il suo viso d’angelo caduto.
Scusami se sono andata oltre il seminato
sherazade
Sherazade : Marylin era una bella donna ma non ha mai accattivato le mie fantasie, altre maggiorate del periodo, a mio avviso, erano più attraenti, anche se so bene che Marylin era un mito e come tale, irraggiungibile !
Questo l’ho scartato, ho visto diverse sue stupende trasposizioni di romanzi
I didn’t watch this movie!
non lo conosco…ma dove li becchi sti film?????
e il post sul Genoa???
Detto, fatto !
io vado pazzo per bette davis.pensa un po’ che delirio maschile che sono!
Diciamo che questo film non è il massimo di Wilder,ma rimane sempre un buonissimo film.In mano a un George Sidney qualsiasi sarebbe stata una cazzata!
ps:perchè non ti è piaciuto Rossi Stuart in Vallanzasca?
concordo sul fatto che non sia il miglior film di Wilder ( almeno 5 o 6 sono oggettivamente superiori).
Non mi è piaciuto proprio il modo in cui parlava, questa cadenza insopportabile, mi sembrava troppo fasullo…
uè,testina è il nostro modo di parlare te capì?^_^
La differenza tra un grande regista e uno improvvisato è che Wilder riusciva sempre a salvare la baracca,offre come con questa “arianna”,di fare cose gradevolissime e piacevoli.anche quando non al massimo.Che poi sto film vale cento immaturi e trecento benvenuti al nord,nè?
Temo allora di soffrire di Milanofobia
Certo… che poi in fondo è la differenza fra chi sa fare davvero qualcosa ( il regista, il muratore, l’ingegnere… vale per tutti i lavori) e chi invece ha un livello medio-basso !
questo mi manca (ed è quanto dire, visto che di wilder ho visto quasi tutto), in compenso l’altro ieri ho rivisto l’asso nella manica (con kirk douglas) forse il film di wilder più crudo e drammatico, tra qualche giorno ci posterò su un pezzo.