17 commenti su “Soddisfatto e insoddisfatto

  1. Redpoz : è un film che non lascia indifferenti ma non mi pare abbia questo contenuto memorabile…

    Fra : Favino è davvero bravo, ho un po’ di pregiudizio verso chi proviene dalla tv ma lui è un’eccezione…

    Emerald : Su L’industriale avrei voluto scrivere molto di più ma purtroppo non mi funziona internet a casa e ho dovuto buttare giù 2 righe qua in studio… quindi estrema sintesi !

  2. Anch’io sono rimasto abbastanza deluso da Shame. Lo considero un film sufficiente, non certo il capolavoro di cui si parla da più parti. È un film che copre diverse mancanze – o almeno quelle che per me sono mancanze – attraverso la sofisticazione: una stilizzazione eccessiva e gratuita (montaggio incrociato, sequenze rallentate, musica di accompagnamento, ecc.) che forse ad alcuni ha dato l’illusione del film perfetto. A me è sembrato quasi di assistere a una serie di videoclip messi uno dietro all’altro.

    • Sono completamente d’accordo. E’ un film pieno di mistificazione, di certo non un capolavoro. Tutta questione d’atmosfera, di fare il film “cool” con una regia che dice di continuo “ci sono anch’io, guardate come sono autoriale”, però sul videoclip non sono d’accordo. Più che videoclip una macchina da presa buttata là in posizione strategica e via…

      • L’idea dei videoclip credo me l’abbia trasmessa il taglio minimalistico del film, con una sceneggiatura ridotta all’osso e dialoghi pressoché inesistenti: come se il regista, piuttosto che procedere organicamente nella costruzione della storia, abbia pensato a una serie di sequenze isolate, molto stilizzate come ho detto (il prologo, la sequenza della cena, quella del dialogo tra il protagonista e la sorella ripreso di spalle, la corsa, ecc.) per poi fonderle insieme in un momento successivo.

  3. Sono assolutamente d’accordo con te, anche se non ho visto i due film in questione. Ma Montaldo è talmente un Maestro con alcuni fior di capolavori alle spalle che è difficile solo pensare che abbia realizzato un brutto film. Shame poi non andrei a vederlo mai, anche perchè la storia di un uomo ammalato di sesso che non sia ambientata a Palazzo Grazioli, mi parrebbe ben poco credibile! 😉

  4. Luigi: “un colpo all’italiana”… dice nulla?

    pitagorici: diciamo che per “shame” si parla gran bene della forma e dello stile, tancendo completamente sul contenuco…. in fondo è pur sempre una scelta artistica

  5. Mi unisco al coro dei d’accordo con te.
    L’industriale ha richiamato alla mente un bel film dello scorso anno “Il gioiellino” di Andrea Molaioli sul ‘caso’ Parmalat. Lo segnalo a chi non lo avesse visto.
    Proprio ieri discutevo con un amico a cui Shame era piaciuto. Io l’ho trovato inutilmente farraginoso, tempi lentissimi, e poi sarà che noi, come dice Rear Window di sesso dipendenti ne abbian piene le scatole.

    sherazadeabientot

  6. Sherazade : “Il gioiellino” volevo vederlo ma, purtroppo, l’ho perso. Dello stesso regista però mi piacque assai “La ragazza del lago”, film forse passato un po’ in sordina ma veramente bello.

    Redpoz : certo, scelta artistica evidente, fra l’altro ho letto che il regista è anche un “artista” e non solo un “cineasta”… si capiscono molto cose…

    Luigi : Torino, a mio avviso, è una città molto cinematografica, così come Genova, anche per la vicinanza di tanti scorsi interessanti, non è la tipica città di pianura che sorge nel nulla…

    Rear : però a Palazzo Grazioli non c’era affatto “Shame” per quello che si faceva… in fondo erano solo “cene eleganti” 🙂 🙂

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