15 commenti su “Un weekend alternativo

  1. che assurdità.
    ma alla fine hai almeno scoperto cos’era??

    non so se sperare che il medico abbia pensato al costo del ticket per farti stare la notte in ospedale o fosse “solo” un incompetente!
    in ogni caso, sono situazioni inaccettabili: disagi insensati, oltre che sprechi assurdi.
    possibile che i nostri ospedali non abbiamo un minimo di razionalità nell’uso delle risorse??

    a me è accaduto un episodio simile, qualche anno fa: mi aveva punto una zecca in montagna, tolta e tornato a casa prima di partire per l’estero ho pensato bene di farmi controllare… entriamo in ospedale alle 17 e ne usciamo dopo mezzanotte!! senza dover fare alcun esame!
    Tant’è che dopo 4-5 ore, stanco morto e col treno che partiva alle 6.00 di mattina me n’ero andato: per fortuna mio padre ha pensato bene di informarsi e farmi tornare.

  2. Quando sento queste storie mi sale una rabbia!!!!

    E’ inaccettabile che in un Paese come il nostro all’alba del 2012 il sistema sanitario sia qualcosa che ricorda da vicino la giungla amazzonica, dove non esiste organizzazione e tutto è governato dal caso, dalla fortuna di trovare una persona che sappia fare il proprio mestiere, quando la norma è all’insegna della maleducazione e dell’inefficienza!!!

  3. ahimè, lavorando (o meglio, per ora “cercando lavoro”)nel settore devo dire che questo non è un caso isolato, purtroppo manca una gestione e un’organizzazione dei servizi degna di questo nome…poi se becchi pure il medico o l’infermiere maleducati, non ne parliamo.
    Vabbè, tanto dopo la partita di oggi mi sà che devi farti ricoverare di nuovo, ma per problemi al cuore!

  4. Red : alla fine non avevo nulla, tranne che una forte contusione alla zona colpita. Temo che il primo medico, per evitarsi eventuali grande – ragazzo giovane che lamenta dolore in zona sensibile – mi abbia fatto fare tutti gli esami del caso.
    Però un medico deve anche fare diagnosi e decidere, se diventa un esamificio allora basterebbero solo i tecnici…

    Rear : d’accordo. Poi la maleducazione è intollerabile. E anche la totale mancanza di privacy, già dormire in un corridoio su una barella non è il massimo, figuriamoci se fossi stato davvero male, magari mezzo nudo con flebo e macchinari…

    Monsieur : stendiamo un velo pietoso su questo Genova e su questo Mesto…

  5. Nella tua storia l’unica cosa negativa che riesco a trovare, comunque, è il fatto che ti abbiano dimenticato lì (evidentemente il primo medico ha staccato senza prendere una decisione sul da farsi, o lasciar scritto di mandarti a casa).
    Certo, anche il fatto che ti abbiano prescritto millemila esami non è il massimo, specie dal pdv economico, visto che li paghiamo con le nostre tasse e sarebbe meglio non esagerare, ma quando c’è la salute di mezzo sempre meglio 1 in + che 1 in – (oddio, se si possono evitare radiazioni gratuite è preferibile).
    La totale assenza di privacy legata alla tua degenza in corridoio è purtroppo cosa nota. Questo però lo si deve non tanto alla mancanza effettiva di posti-letto, quanto al fatto che la gente dovrebbe essere ‘educata’ all’uso del Pronto Soccorso. Personalmente conosco almeno 4 persone che corrono in ospedale al minimo segno dell’influenza e questo un po’ perché c’è l’idea che sia gratis, un po’ perché il medico di famiglia, della mutua, a volte sottobanco si fa cmq pagare…
    Insomma, non credo che potrai tramutare tutto questo in un bel fascicolo per l’ufficio! 🙂
    Ciò detto, mi rallegro del fatto che tu ora stia meglio! Non strafare!

  6. Guarda, ieri in quel reparto ero l’unico under 50, c’erano tantissimi anziani e mi sembravano tutti davvero sofferenti. Purtroppo – o per fortuna – l’Italia è sempre più una nazione di anziani che, ovviamente, hanno bisogno di assistenza e sono più deboli rispetto ai giovani.
    Quello che mi turba è che non si prova nemmeno a migliorare la situazione : c’è un problema. Stop. Possibili soluzioni non vengono cercate.
    Poi nella sanità si continua a tagliare a tagliare a tagliare ma io vedo sempre parecchia gente che non lavora e/o che non sa fare il suo lavoro. Gente intoccabile. Dal posto iper garantito. E il servizio peggiore…

  7. l’Italia è tante cose, c’è stato un periodo che frequentavo con una certa frequenza il pronto soccorso sempre in orari notturni… e fortunatamente ho sempren trovato persone attente e competenti… mi spiace per la tua brutta esperienza.

  8. E’ vero, c’è stata dell’incuria e dell’approssimazione… in realtà, da quello che racconti tutto dipende da una clamorosa mancanza di ‘responsabilità’, di ‘chi deve decidere cosa’. Mi spiego: se uno arriva al pronto soccorso e gli danno un codice bianco, significa che teoricamente potrebbe tornarsene a casa: gli dovrebbero dire: “guardi, lei qui deve aspettare sei ore, se vuole si accomodi, altrimenti domani vada dal medico di famiglia”. Il tutto diventa paradossale se quello che ti visita, dopo sei ore, ti ricovera, perché a quel punto, i casi sono due: o ha sbagliato chi ti ha classificato ‘bianco’, o è il medico di turno che, per non sbagliare (o forse per non prendersi responsabilità), ti ha ricoverato, ‘così ci pensano gli altri’. E a monte c’è ancora un altro problema: perché sei andato al Pronto Soccorso? Perché ovviamente il sabato i medici di famiglia non lavorano, ma anche se fosse stato un infrasettimanale, credo che saresti andato comunque, perché il medico di famiglia è ‘quello che vada dallo specialista’ (anche lui, scaricando la responsabilità su altri)… Il risultato è che i pronti soccorso si ingolfano di gente che pensa: “tanto il medico di famiglia mi prescrive un esame, quindi tanto vale venire qui”, e il personale deve sobbarcarsi pazienti che nemmeno dovrebbero stare lì, con conseguente iperlavoro e il venire meno della voglia di farsi carico delle sorti dei pazienti, delegando ad altri…

  9. Marcello : la tua riflessione è perfetta, è un cane che si morde la coda, un sistema che non funziona strutturalmente. Se poi ad un sistema inefficiente togli anche risorse, il risultato è questo…

    Smile : grazie del supporto morale 🙂

    Luigi : davvero, infatti successivamente ho trovato gente preparata e gentile

  10. L’essere lasciati senza sapere che fare è capitato anche a mio marito recentemente. Lui era in barella con la flebo attaccata e, se non ci fossi stata io ad andare a cercare qualcuno per avere informazioni, saremmo rimasti ad aspettare invano tutta la notte…

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