4 commenti su “No – I giorni dell’arcobaleno

  1. vedi che il PD è un grande modello politico! persino l’opposizione cilena vi prende spunto.

    il focus che poni su “come si vincono le elezioni” mi pare una giusta sintesi, specie quando la domanda diviene “fin dove è giusto spingersi”: vincere va bene, usare temi, pratiche e sintesi convincenti è accettabile.
    ma anche a costo di dimenticare il resto?
    secondo me no, e questo manca un pò nel film

    ovviamente il caso nostrano è diverso… ma un pò di serietà serve sempre.

    • Il fine giustifica i mezzi ? Con una campagna solo di doveroso ricordo di quello che è stato probabilmente non avrebbero vinto, non avrebbero potuto cambiare il corso della storia e ricordare il passato.

      La prospettiva è troppo importante, aspetto davvero sottovalutato dalla sinistra italiana, che a furia di dare contro a Berlusconi ha finito per governarci assieme… doveroso è criticare Berlusconi e segnare le differenze ma forse serviva più energia sul cambiamento per il futuro.

      Mi sarebbe piaciuta una campagna elettorale molto forte sui diritti delle coppie non sposate, sia etero sia non, sul forte sostegno alla cultura, sui tagli a quei settori della P.A. marci e stipendificati… invece il messaggio forte è stato smacchiamo il giaguaro…

      • insomma, la risposta è un “sì, ma…” o un “no, ma….”.
        in entrambi i casi non siamo in grado di dare un giudizio netto.
        ovviamente, nel caso cileno la storia ci aiuta molto: perché di fronte avevamo un dittatore sanguinario e da allora la “concertazione” dei partiti di centro e sinistra ha comunque ben governato il paese.
        ma il altri casi?
        io mi pongo il problema in termini più generali, ed anche astratti: lo stesso Pinochet sarebbe potuto ricorrere ad una campagna di “marketing” totalmente diversa… oppure Obama, Reagan. insomma, dietro la propaganda di sono contenuti radicalmente diversi.
        da me citavo un ipotetico paragone con il giurato pubblicitario in “la parola ai giurati” che cambiava in continuazione opinione. ecco, senza i contenuti il marketing si riduce ad una girandola.

        sulla sinistra italiana: vero quanto dici, infatti il risultato migliore lo si ottenne con quel Walter Veltroni (che a me non fece impazzire), che dava una chiarissima “immagine ideale” del futuro (chiarissima magari no, ma molto ideale…. come l’allegria del film: ricordi lo scenario di Spoleto?).
        d’altro canto, persino Berlusconi ha cavalcato lo stesso modello, alternando spesso il mito “meno tasse per tutti” con la paura -incredibilmente vicina a quella di Pinochet- del “comunismo”.
        però questa dietrologia a lui è stata comodamente perdonata….
        evidentemente, c’è un default conservatore, un gap che i riformisti devono colmare con maggiore coraggio.

        ma fare una campagna sui diritti civili in Italia? non so.
        non dimenticare che molta campagna elettorale la fanno anche i preti….

  2. al volo sui preti: hai ragione, però se un cattolico praticamente vota PD ha già una onesta visione laica della società, se non vota PD non penso che inizierà a farlo in ogni caso…

    però che qualcuno dia una speranza a una visione più moderna dei diritti civili, mamma mia che nazione… io sono anche liberista in economia, non sarò mai rappresentato ? (discorso che va oltre il PD, ovviamente)

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